CASE HISTORY Coperture in legno lamellare e vetro per grandi spazi che richiedono
grande luce. Edifici in legno antisismici, a destinazione
commerciale o per l’industria. Rivestimenti, facciate e
tamponamenti per cantine e realtà agricole.
La storia dei nostri progetti parla per noi.
I VOSTRI PROGETTI SONO IN BUONE MANI
CASE HISTORY Coperture in legno lamellare e vetro per grandi spazi che richiedono
grande luce. Edifici in legno antisismici, a destinazione
commerciale o per l’industria. Rivestimenti, facciate e
tamponamenti per cantine e realtà agricole.
La storia dei nostri progetti parla per noi.
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CASE HISTORY Oltre 30 anni di progetti nel campo delle costruzioni in legno lamellare

Una lunga storia alle spalle rende i nostri progetti lo strumento migliore per raccontare chi siamo e come operiamo. È infatti la varietà dei settori, l’importanza di alcune commesse, l’innovazione alla base di molte realizzazioni a testimoniare il grado di specializzazione raggiunto dai nostri professionisti nel campo delle costruzioni in legno lamellare.

SHOWROOM MOTOCAR VERONA Copertura in legno lamellare per un salone automobilistico veronese
Committente: Motocar Verona S.r.l.
Progetto architettonico: Moretti Interholz in collaborazione con Andrea Casellato
Luogo: Ponte Florio, provincia di Verona

Per caratterizzare questo salone automobilistico veronese, evocando con le sue forme il design e la tecnologia tipiche del settore, la copertura in legno lamellare realizzata da Moretti Interholz si è ispirata al disegno di un manto avvolgente.

Rotazione e simmetria sono infatti i principi alla base di questa copertura a conchiglia, dove la cura dei dettagli di giunzione tra i vari elementi e l’uso di una sofisticata tecnica di controventamento della struttura hanno permesso di rispettare la pulizia delle linee architettoniche. Il progetto è caratterizzato, in pianta, da due ventagli affiancati ma contrapposti.

Nel primo 6 archi di travi in legno lamellare scandiscono 5 spicchi e convergono in un unico nodo di acciaio. Da qui si snoda la seconda raggiera, articolata in modo simile ma con un centro di rotazione sull’estremità opposta dell’edificio.

Il risultato estetico dell’intervento è dipeso dalla capacità di Moretti Interholz di risolvere il problema delle piastre di convergenza in acciaio su cui confluiscono i 6 archi e di trovare soluzioni non convenzionali per un controventamento dei portali che esaltasse le linee architettoniche.

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